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Posts Tagged “mani pulite”

Nel paese dove il capo del governo smentisce una legge firmata da lui definendola “medievale”, poi dice che parlavo “a titolo personale” quasi fosse un passante, dunque la legge rimane anche se non ha senso ed è medievale, si può dire di tutto. E anche scriverlo. “Il Giornale” della ditta, che pare l’inserto umoristico di “Geppo” e “Tiramolla”, quando si tratta di baggianate non si tira mai indietro. Ieri per esempio quello biondo con le mèches, in un editoriale di alta politologia, se la prendeva con le “canaglie razziste” le quali sostengono che Renato Brunetta è piccolo, e per estensione con chiunque insinui che il Cainano è basso (mentre, a suo dire, sarebbe addirittura “alto come Prodi”, non si sa se coi trampoli o coi tacchi a spillo).

Giusto. Rettifichiamo volentieri anche per conto terzi: Brunetta è un corazziere, il Cainano è un watusso coi boccoli alla Shirley Temple, e quello biondo con le mèches che scrive sul Giornale è un giornalista. Sempre sul supplemento di Tiramolla compare un’intera pagina a firma Geronimo, noto nei migliori penitenziari come Paolo Cirino Pomicino, dal titolo decisamente impegnativo: “La verità su Mani Pulite: Scalfaro si piegò ai pm”. Visto l’autore, c’era da attendersi piuttosto un titolo del tipo: “La verità su Mani Pulite: ecco come intascai 5,5 miliardi di lire dalla Montedison e ne girai una parte a Salvo Lima”. Oppure: “La verità su Mani Pulite: ecco come fui condannato per finanziamento illecito e patteggiai per corruzione sui fondi neri Eni”.

Invece no: il noto pregiudicato ce l’ha con Scalfaro, che all’epoca osava persino non rubare. Pomicino scrive falsamente che i fondi neri del Sisde “non gli furono mai contestati” perché da Presidente aveva “assecondato la Procura di Milano”. Balle: del Sisde s’occupava la Procura di Roma, che regolarmente indagò Scalfaro per abuso d’ufficio al termine del suo mandato e poi archiviò tutto perché non riscontrò alcun reato, come del resto aveva fatto per altri ex ministri dell’Interno (Cossiga e Mancino).

Ma cogliamo fior da fiore dalla “verità” pomicina: “Amato ha finalmente avuto il coraggio di definire ‘riprovevole’ l’uscita televisiva del pool Mani pulite contro la depenalizzazione del finanziamento illecito…”. Falso: non vi fu alcuna uscita televisiva del pool; solo un comunicato letto da Borrelli per smentire la bugia di Amato, cioè che il decreto Conso l’avesse chiesto il pool. “Amato inviò Francesca Contri da Borrelli per avere un suo placet sul provvedimento e lo ottenne”. Falso: a parte che la Contri si chiama Fernanda, sia lei sia Borrelli han sempre smentito. Con quel decreto, per Pomicino, “il pool non avrebbe potuto più arrestare per finanziamento illecito”. A parte il fatto che il pool non arrestava nessuno (era ed è compito del gip), nessuno fu mai arrestato per finanziamento illecito, perché la legge non lo consente: gli arresti erano per corruzione, concussione, falso in bilancio e così via.

“La mattina di domenica 7 marzo ‘93 ci fu in diretta tv la minaccia ’democratica’ del pool delle proprie dimissioni dinanzi all’eventuale promulgazione del decreto”. Altra superballa: l’anziano ras andreottiano in preda ai vuoti di memoria, confonde quel che accadde il 7 marzo ’93 (decreto Conso, governo Amato) con quel che successe il 14 luglio ‘94 (decreto Biondi, governo Berlusconi I). Sul decreto Conso parla solo Borrelli (naturalmente non “in diretta tv”: legge un comunicato ai giornalisti) per dire che il Parlamento e il governo sono “sovrani”, i pm obbediranno alla legge “quale che sia”, ma non si dica che il decreto l’han chiesto loro perché è falso. Nessun accenno a dimissioni. Sul decreto Biondi parla Di Pietro circondato dai colleghi Davigo, Colombo e Greco. Borrelli non c’è: l’iniziativa è dei sostituti che gli chiedono di esonerarli dalle indagini su Tangentopoli, visto che per quei reati il decreto vieta il carcere preventivo (ma non per gli altri, creando imputati di serie A e serie B) e agevola le fughe e gli inquinamenti di prove (dopodichè Fini e Bossi costringono Berlusconi a ritirare la porcata).

Ora la memoria può tradire, selettivamente, Pomicino. Ma non dovrebbe tradire un giornale degno di questo nome. Infatti Il Giornale ha preso per buone le balle pomicine sul decreto Conso del 1993, le ha intitolate ”tutta la verità” e le ha illustrate con una megafoto della conferenza stampa del Pool contro il decreto Biondi (1994) con questa didascalia: “Il documento: un’immagine della conferenza stampa in cui Di Pietro bocciò il decreto del governo Amato”. Ecco. Pomicino mente con pensieri, opere e omissioni. Il Giornale mente pure con le foto.

Ora d’aria
l’Unità, 7 giugno 2008

Tratto da: voglio scendere

voglio scendere

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Ricordo molto bene le elezioni del 94. Avevo 21 anni ed accettai la proposta di lavorare per un seggio elettorale. Fu un’esperienza divertente in un periodo particolare del nostro paese. Chi più, chi meno pensava che quelle elezioni sarebbero state una svolta per il cambiamento. Mani pulite aveva spazzato via la Democrazia Cristiana ed il Partito Socialista. Avevamo voglia di lasciarci alle spalle il brutto passato di corruzione che aveva distrutto l’immagine del Parlamento in Italia e nel mondo. Peccato che nei tre mandati di Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi si è distinto per aver governato solo per i suoi interessi personali, nonchè approvando una serie di leggi e decreti ad personam per aiutare se stesso, le società della famiglia ed alcuni amici di partito. Dalla legge “salva ladri” con il decreto Biondi, che di fatto stabilisce l’uscita dal carcere degli indagati per corruzione in favore degli arresti domiciliari, fino alla “salva Previti” con la legge ex Cirielli, che prevede la drastica riduzione dei tempi di prescrizione dei reati. Questi sono solo esempi, e di fatto quel cambiamento non c’è mai stato, nemmeno con l’ultimo Governo di centro sinistra guidato da Prodi. L’Italia non è più il bel paese ed alcuni l’hanno definito “il paese più sottosviluppato dell’Europa occidentale”.

Il 13 e 14 Aprile siamo chiamati alle urne. Per chi votare? Da un lato abbiamo ancora Silvio Berlusconi, ovvero il parlamentare più inquisito e prescritto della Repubblica, con il suo grande amico e fondatore di Forza Italia, Marcello dell’Utri, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Per il centro-sinistra c’è Walter Veltroni, un signore che si presenta come nuovo anche se è in politica dagli anni 70. Fatevi un salto nei siti del Partito delle Libertà e Partito Democratico perchè troverete un’orgia di frasi fatte, parole vuote e programmi elettorali fotocopiati.

Avevo intenzione di dare il mio voto ad Antonio Di Pietro. Mi spiace Tonino non posso più votarti, perchè dopo l’alleanza tra l’Italia dei valori ed il PD mi sono cadute le braccia. In Italia c’è una democrazia apparente e l’elettore non può scegliere il candidato perchè ci sono le liste bloccate. Votare Di Pietro significa dare il voto a Walter Veltroni.

Non voterò per nessuno e andrò comunque nel mio seggio di appartenenza per annullare la scheda scrivendo un bel Vaffanculo.

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