Il cavallo di battaglia della destra è la “libertà” ed in questi giorni stiamo assaporando il significato di questo termine e cioè: la libertà di instaurare un regime fascista in Italia. Il disegno di legge sul divieto delle intercettazioni telefoniche è la prima vera legge vergogna di Silvio Berlusconi, con la quale egli intende risolvere definitivamente i suoi problemi giudiziari molti dei quali nati proprio in seguito alle intercettazioni. Sono esclusi solo i casi di indagini per terrorismo, mafia, camorra e pedofilia. Chissà perchè non sono compresi i reati finanziari. La cosa che mi fa veramente arrabbiare è l’idiozia dei cittadini. Sono convinto che in altri paesi come la Francia a quest’ora avrebbero già bloccato la nazione, invece noi continuiamo a farci prendere in giro. Non sono un giudice nè un avvocato, ma ho lavorato come consulente per un importante tribunale e vi posso garantire che le intercettazioni telefoniche sono uno strumento fondamentale nelle indagini giudiziarie. Ho visto decine di uomini denunciati per molestie perchè importunavano telefonicamente l’ex fidanzata o moglie. So di tante persone processate per reati nelle pubbliche amministrazioni in cui l’intercettazione delle conversazioni hanno avuto un ruolo determinante ai fini dell’individuazione del colpevole. Spero con tutto il cuore che il Presidente della Repubblica e mio compaesano bloccherà questo provvedimento fascista, senza farsi ingannare dal Ministro servitore Alfano che giustifica la porcheria con il contenimento dei costi e la tutela della privacy. Delinquenti!
La plurkmania è durata un paio d’ore, almeno per me. Plurk è un nuovo servizio di microblogging che si propone come alternativa a Twitter. Peccato che la blogosfera italiana trasforma questi interessanti strumenti in comunicazione trash. Ho tentato invano di proporre discussioni su temi interessanti come il nucleare ma sono stato ignorato. Mi sembrano giochetti online privi di senso, pieni di spam e di fatti degli altri.
Il senatore Barack Obama si è aggiudicato la candidatura democratica per le Presidenziali USA del 2008 e se la vedrà con il repubblicano John McCain. Hillary Clinton sembrava lanciata ad una vittoria sicura, ma Obama ha avuto la meglio. In un primo momento Hillary è sembrata rassegnata alla sconfitta, ma ora perfidamente spera in qualche passo falso di Obama che ne possa compromettere l’immagine.
E poi dicono che noi napoletani non rispettiamo i semafori! Lewis Hamilton ha gettato al vento la probabile vittoria del GP di F1 del Canada per aver tamponato la Ferrari di Raikonnen nella corsia di box. In regime di safety car la vettura che si ferma ai box deve attendere che tutto il gruppo dei concorrenti sia passato. In quel momento la safety car era sul rettilineo principale e quindi è scattato il semaforo rosso. Raikonnen e Kubica si sono fermati proprio ai margini della linea di uscita box, mentre Hamilton è arrivato come un treno ed ha tamponato la Ferrari. Raikonenn e Hamilton erano i più accreditati al vittoria finale e quindi il loro ritiro ha spianato la strada a Kubica per il primo posto. La penalizzazione del pilota McLaren è doverosa.
Mi rendo conto che il nostro stile di vita conduce sempre più persone alla follia. A Rimini un netturbino uccide la nonna gettandola dal balcone dopo averla colpita con una scopa. In ufficio qualcuno da sfogo alla propria insoddisfazione professionale in modo un pò troppo violento. Nelle strade di Tokyo un ragazzo uccide a coltellate alcune persone e ne ferisce 17 perchè, parole sue, era stanco di vivere. Perchè non si è ammazzato lui? Sei studentesse 15enni hanno malmenato una compagna di scuola perchè fin troppo carina. Insomma se vi sentite insoddisfatti non fate stupidaggini e magari praticate un pò di musicoterapia che vi abbassa la pressione, ve lo dice uno che ne fa tanta per combattere il batticuore.
Siete di destra? Xenofobi? Non potete fare a meno di andare a tutti i raduni della Lega Nord? Allora siete malati, ma tranquilli hanno trovato la cura per il razzimo! Si, c’è un libro che è un percorso per aiutarvi a non diprezzare più un terrone napoletano o un extracomunitario. E poi possiamo stare tranquilli perchè perfino Berlusconi ha detto che la clandestinità non sarà reato.
Nel paese dove il capo del governo smentisce una legge firmata da lui definendola “medievale”, poi dice che parlavo “a titolo personale” quasi fosse un passante, dunque la legge rimane anche se non ha senso ed è medievale, si può dire di tutto. E anche scriverlo. “Il Giornale” della ditta, che pare l’inserto umoristico di “Geppo” e “Tiramolla”, quando si tratta di baggianate non si tira mai indietro. Ieri per esempio quello biondo con le mèches, in un editoriale di alta politologia, se la prendeva con le “canaglie razziste” le quali sostengono che Renato Brunetta è piccolo, e per estensione con chiunque insinui che il Cainano è basso (mentre, a suo dire, sarebbe addirittura “alto come Prodi”, non si sa se coi trampoli o coi tacchi a spillo).
Giusto. Rettifichiamo volentieri anche per conto terzi: Brunetta è un corazziere, il Cainano è un watusso coi boccoli alla Shirley Temple, e quello biondo con le mèches che scrive sul Giornale è un giornalista. Sempre sul supplemento di Tiramolla compare un’intera pagina a firma Geronimo, noto nei migliori penitenziari come Paolo Cirino Pomicino, dal titolo decisamente impegnativo: “La verità su Mani Pulite: Scalfaro si piegò ai pm”. Visto l’autore, c’era da attendersi piuttosto un titolo del tipo: “La verità su Mani Pulite: ecco come intascai 5,5 miliardi di lire dalla Montedison e ne girai una parte a Salvo Lima”. Oppure: “La verità su Mani Pulite: ecco come fui condannato per finanziamento illecito e patteggiai per corruzione sui fondi neri Eni”.
Invece no: il noto pregiudicato ce l’ha con Scalfaro, che all’epoca osava persino non rubare. Pomicino scrive falsamente che i fondi neri del Sisde “non gli furono mai contestati” perché da Presidente aveva “assecondato la Procura di Milano”. Balle: del Sisde s’occupava la Procura di Roma, che regolarmente indagò Scalfaro per abuso d’ufficio al termine del suo mandato e poi archiviò tutto perché non riscontrò alcun reato, come del resto aveva fatto per altri ex ministri dell’Interno (Cossiga e Mancino).
Ma cogliamo fior da fiore dalla “verità” pomicina: “Amato ha finalmente avuto il coraggio di definire ‘riprovevole’ l’uscita televisiva del pool Mani pulite contro la depenalizzazione del finanziamento illecito…”. Falso: non vi fu alcuna uscita televisiva del pool; solo un comunicato letto da Borrelli per smentire la bugia di Amato, cioè che il decreto Conso l’avesse chiesto il pool. “Amato inviò Francesca Contri da Borrelli per avere un suo placet sul provvedimento e lo ottenne”. Falso: a parte che la Contri si chiama Fernanda, sia lei sia Borrelli han sempre smentito. Con quel decreto, per Pomicino, “il pool non avrebbe potuto più arrestare per finanziamento illecito”. A parte il fatto che il pool non arrestava nessuno (era ed è compito del gip), nessuno fu mai arrestato per finanziamento illecito, perché la legge non lo consente: gli arresti erano per corruzione, concussione, falso in bilancio e così via.
“La mattina di domenica 7 marzo ‘93 ci fu in diretta tv la minaccia ’democratica’ del pool delle proprie dimissioni dinanzi all’eventuale promulgazione del decreto”. Altra superballa: l’anziano ras andreottiano in preda ai vuoti di memoria, confonde quel che accadde il 7 marzo ’93 (decreto Conso, governo Amato) con quel che successe il 14 luglio ‘94 (decreto Biondi, governo Berlusconi I). Sul decreto Conso parla solo Borrelli (naturalmente non “in diretta tv”: legge un comunicato ai giornalisti) per dire che il Parlamento e il governo sono “sovrani”, i pm obbediranno alla legge “quale che sia”, ma non si dica che il decreto l’han chiesto loro perché è falso. Nessun accenno a dimissioni. Sul decreto Biondi parla Di Pietro circondato dai colleghi Davigo, Colombo e Greco. Borrelli non c’è: l’iniziativa è dei sostituti che gli chiedono di esonerarli dalle indagini su Tangentopoli, visto che per quei reati il decreto vieta il carcere preventivo (ma non per gli altri, creando imputati di serie A e serie B) e agevola le fughe e gli inquinamenti di prove (dopodichè Fini e Bossi costringono Berlusconi a ritirare la porcata).
Ora la memoria può tradire, selettivamente, Pomicino. Ma non dovrebbe tradire un giornale degno di questo nome. Infatti Il Giornale ha preso per buone le balle pomicine sul decreto Conso del 1993, le ha intitolate ”tutta la verità” e le ha illustrate con una megafoto della conferenza stampa del Pool contro il decreto Biondi (1994) con questa didascalia: “Il documento: un’immagine della conferenza stampa in cui Di Pietro bocciò il decreto del governo Amato”. Ecco. Pomicino mente con pensieri, opere e omissioni. Il Giornale mente pure con le foto.
whatever you want - vienna teng
the shores of the swilly - phil coulter
laura - oscar peterson
you taught my hearth to sing -mccoy tyner
goin’home - albert ayler
to the one who knows - yanni
do nothin’till you hear me - harry connick jr
relude to a kiss - mccoy tyner
now we are free - hans zimmer
colorblind - counting crows
trouble - coldplay
officially missing you - tamia
irraggiungibile - l’aura
quanto ti amo - alex britti
metti in circolo il tuo amore - luciano ligabue
al di là di questi anni - marina rei
waiting fot tonight - jennifer lopez
have yourself a merry little christmas - 3lw
secretly - jennifer lopez
go - hanson
Qualche anno fa, Giovanni Sartori scrisse sul Corriere che «a mentire ci provano tutti. Ma dove la tv è autenticamente libera le bugie hanno le gambe corte, mentre da noi hanno gambe lunghissime». Due esempi freschi freschi. Dando l’ennesimo addio alla politica, Giuliano Amato se l’è presa con il pool di Milano che a suo dire, nel ‘93, bloccò con un «veto riprovevole» il decreto Conso che depenalizzava l’illecito finanziamento dei partiti, inducendo il presidente Scalfaro a non firmarlo. Scalfaro ha già risposto che non firmò perché era un «colpo di spugna intollerabile». Ma non vi fu alcun «pronunciamento della Procura di Milano». Amato raccontò che il decreto era «esattamente quel che ci han chiesto i giudici di Milano, Di Pietro e Colombo».
Purtroppo per lui, non era vero niente. Borrelli lo smentì con un comunicato: «Abbiamo appreso che la cosiddetta “soluzione politica” sarebbe giustificata sulla base delle nostre dichiarazioni. Come magistrati abbiamo il dovere inderogabile di applicare le leggi dello Stato quali che siano. Ma non consentiamo a nessuno di presentarle come da noi richieste, volute o approvate. Governo e Parlamento sono sovrani, ma ciascuno si assuma davanti al popolo italiano le responsabilità politiche delle proprie scelte, senza farsi scudo del nostro operato o delle nostre opinioni. Che sono esattamente opposte al senso dei provvedimenti adottati. Il prevedibile risultato sarà la totale paralisi delle indagini e la impossibilità di accertare fatti e responsabilità di chi li ha commessi». Amato raccontò una bugia, Borrelli la smentì. Nessun pronunciamento, nulla di riprovevole, a parte la bugia.
Secondo esempio: sabato scorso il presidente di Mediaset Confalonieri esultava giulivo perché «Rete4 va avanti tutta: ha la sua autorizzazione a trasmettere, e la Corte di giustizia europea aveva detto semplicemente al Consiglio di Stato che tutelasse e giudicasse se Europa7 avesse diritto a un risarcimento. Lo sapevano anche quelli che han fatto una batracomiomachia in Parlamento. Rete4 non è mai stata in dubbio, la stampa non ha informato bene. Di Pietro ha cavalcato una causa che sapeva non essere nei termini che lui diceva». Balle spaziali. Rete4 è sempre stata in dubbio, visto che due volte la Consulta, nel 1994 e nel 2002, ha stabilito che non può trasmettere sull’analogico terrestre e dev’essere ceduta o passare su satellite, e nel 1999 ha perso la concessione anche se nessun governo ha mai avuto il coraggio di spegnerla, consentendole anzi di proseguire in «fase transitoria» con abilitazioni provvisorie che il 31 gennaio la Corte europea ha giudicato fuorilegge per il diritto comunitario. Quindi nulle rispetto al diritto di Europa7 di avere non solo la concessione (regolarmente vinta nel ‘99), ma anche le frequenze per esercitarla. Lo si intuiva già sabato, dalla lettura del comunicato del Consiglio di Stato. Confalonieri ha preferito cantarsela e suonarsela, per rassicurare gli azionisti. Ma lunedì, alla riapertura della Borsa, il titolo Mediaset è crollato di 1,8 punti. Si può mentire ai giornali e ai tg, ma non al mercato. E infatti ieri la pubblicazione delle sentenze del Consiglio di Stato ha tagliato la testa al toro.
1) Il ricorso di Europa7 contro l’abilitazione transitoria di Rete4 è stato bocciato non perché Rete4 abbia ragione (anzi, è definita più volte «rete eccedente» rispetto a quelle con diritto a trasmettere), ma solo perché il ricorso di Europa7 arrivò fuori tempo massimo.
2) Le frequenze se le accaparrarono gli attuali detentori ai tempi del Far West legislativo, e poi autorizzate ex post con leggi illegittime.
3) Rete4 e l’Avvocatura dello Stato sua incredibile alleata per conto dei ministri Gasparri e Gentiloni, sosteneva che lo Stato non ha rilasciato alcuna concessione a Europa7: il Consiglio di Stato afferma che la concessione c’è e dev’essere accompagnata dalle relative frequenze («interesse legittimo») fin qui negate con una «illegittima determinazione dilatoria».
Spetta al governo, cioè a Berlusconi padrone di Rete4, assegnargliele, applicando la sentenza e quelle del Consiglio di Stato. Queste diffidano il governo dal rispondere che la concessione sarebbe scaduta nel 2005: altrimenti riconoscerebbe che fino al 2005 Europa7 aveva diritti sempre calpestati. A dicembre il Consiglio di Stato vedrà che avrà fatto il governo e quantificherà i danni subiti da Europa7 in questi 9 anni. Avvertendo fin da ora che potrebbero pure superare di mezzo miliardo i 3 richiesti da Di Stefano. E chi li dovrebbe pagare? Berlusconi? No: Pantalone.
Il template base del blog è il Mandigo. Post redatti con l'editor online WriteToMyBlog. Icone della barra laterale scaricate dal sito Icon Archive. Ringrazio con tutto il cuore Gnappetta per l'header. Love U. Questo blog è testato per Mozilla Firefox, se siete utenti di Microsoft Internet Explorer mi dispiace per voi.