Psico-regime /2 - Le mille balle di Berlusconi
Scritto da: Luce nella Rete in riflessioni, tags: balle, governo, Silvio Berlusconi
Nel 1994 Silvio Berlusconi è entrato prepotentemente in politica a causa delle innumerevoli grane giudiziarie. “Per un nuovo miracolo italiano”, ci disse migliaia di volte a suon di martellanti spot elettorali con le sue stesse televisioni, in barba al conflitto d’interesse. “W Di Pietro!” e “W la giustizia!” urlò ai quattro venti, spacciandosi per una persona senza peccato.
Nel 2008 lo stesso neo Presidente del Consiglio dice “Di Pietro ha comprato la laurea” e “W il mafioso Mangano perchè non ha parlato”. Un paradossale quanto scandaloso volta faccia. Il bombardamento mediatico ha annebbiato la vista a molti elettori. Il Cavaliere si è riciclato come la soluzione ai mali del paese e, tra le tante balle colossali, si è inventato una non meglio definita cordata italiana per salvare Alitalia. Le elezioni si sono concluse ed ovviamente il fantomatico gruppo d’imprenditori nostrani è sparito nel nulla. Le Tv ed i giornali made in Berlusca hanno lavorato mesi per occultare i tanti processi in via di prescrizione grazie alle leggi ad personam. Nel frattempo il Presidente del Consiglio se la spassa con l’amico, altrettanto poco democratico, Vladimir Putin e ad una domanda scomoda di una giornalista russa, il Cavaliere fa capire a gesti che lui non tollera la libera informazione. In tutto il mondo si chiedono perchè gli italiani sono tanto idioti da aver scelto di nuovo quest’uomo. Io non ho risposta. Forse siamo veramente dei cretini.
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Articoli (RSS)
20 Aprile 2008 alle 22:30
Anche questa settimana l’Economist dedica la prima pagina a Berlusconi!
21 Aprile 2008 alle 09:50
Siamo fatti così, abbiamo bisogno di illusioni e lui è stato capace di darle a chi non va oltre al proprio confine che si è creato.
So che è triste…
Byez
21 Aprile 2008 alle 20:38
il gesto di Berlusconi mi sembra scherzoso. mo’ ci vuole: non siamo mica nella Russia di Putin.
24 Aprile 2008 alle 08:09
Berlusconi ce lo ha regalato di nuovo Veltroni. Ricordate la sua sortita “Corriamo da soli” quando ancora doveva scoppiare il caso Mastella? Ha iniziato Veltroni ad andare in un’ostinata e suicida direzione solitaria. Gli ha fatto eco, ma era anche giusto, Bertinotti quando ha dichiarato fallita l’esperienza del centrosinistra. Ognuno ha insomma remato nella propria direzione. E’ chiaro che Mastella a un certo punto si è sentito autorizzato a far saltare il banco, pensando chissà a quali risultati elettorali sarebbe giunto: in Italia chi è indagato dalla magistratura vince le elezioni (v. Berlusconi). Berlusconi prima di tutto questo era in profonda crisi sotto i colpi di Gianfranco Fini (gran voltagabbane) e Casini. Aggiungiamoci le mancate dimissioni di Bassolino con tutte le sue responsabilità nella crisi dei rifiuti campani e il piatto è servito. Berlusconi ci ha messo poco con la sua solita campagna martellante e con le sue illusioni a riprendersi i voti.